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Il primo giorno dell'anno, solennità della Madre di Dio, Patrizia è entrata per un periodo di prova nel nostro Monastero ; senza grandi pompe,senza rumore, ed ora, nella pace del chiostro, sta mettendo alla prova il suo amore per Dio nel distaccarsi dalle cose, nel liberarsi da ogni attaccamento fortemente emotivo e passionale alle realtà sensibili, perché la contemplazione richiede un generoso e totale sforzo di rinnegamento di sé. Il Decreto conciliare Perfectae caritatis ce lo ricorda: "E' necessario che i membri di qualsiasi istituto, avendo di mira unicamente e sopra ogni cosa Iddio, congiungano tra loro la contemplazione, con cui procureranno di aderire a Dio con la mente e col cuore, e l'ardore apostolico, con cui si sforzeranno di collaborare all'opera della redenzione e di estendere il Regno di Dio" (n. 5). Tuttavia, anche nelle nostre migliori disposizioni di spirito, il fattore decisivo della contemplazione resta l'azione libera e imprevedibile di Dio : solo Lui può concedere la grazia mistica del contatto intimo con le profondità della nostra anima.
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