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La vita di contemplazione non sempre offre abbaglianti intuizioni o dolci consolazioni; anzi questi momenti di 'evasione' e di libertà dalle consuete, faticose vie dello spirito, possono essere relativamente pochi. E se si dovessero aspettare queste esperienze per divenire contemplativi si potrebbe aver molto da attendere, forse tutta la vita. E forse l'attesa sarebbe vana, come racconta molto bene, nei versi qui a fianco, il poeta indiano Tagore. Si impara a contemplare a poco a poco, per gradi, mai all'improvviso, con un lavorio lungo e paziente della mente e del cuore, finché mente e volontà si fondono e riposano in Dio con uno sguardo di perfetta adorazione, in perfetto abbandono.
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